SCISAP

Contatti

Via Cernaia, 8 - 98123 - Messina
Lun | Ven 09:00 - 20:00
contatti scisap youtube contatti scisap linkedin contatti scisap facebook contatti scisap instagram

Pedoni investiti: quali sono i diritti delle vittime?

Tra le persone coinvolte in un investimento stradale circola spesso una convinzione tanto diffusa quanto infondata: se al momento dell’urto non ci si trovava sulle strisce pedonali, ogni possibilità di ottenere un risarcimento sarebbe automaticamente esclusa. Si tratta di un timore comprensibile, ma non corrispondente a quanto stabilito dal nostro sistema giuridico.

Il diritto italiano, infatti, non prevede un’esclusione automatica del risarcimento per i pedoni investiti fuori dagli attraversamenti segnalati. Attraverso il meccanismo del concorso di colpa, la responsabilità di un sinistro può essere suddivisa tra più soggetti coinvolti, anche quando entrambi hanno tenuto una condotta non del tutto conforme alle regole della circolazione. Capire come funziona questo meccanismo è essenziale per chiunque sia rimasto coinvolto in un investimento e voglia far valere correttamente i propri diritti.

Cosa prevedono le regole della circolazione stradale

Le norme sulla circolazione impongono obblighi precisi sia a chi cammina sia a chi guida.

Chi si sposta a piedi è tenuto a servirsi degli attraversamenti pedonali, dei sottopassaggi e dei sovrappassaggi; quando questi non esistono o distano più di 100 metri dal punto di attraversamento, può attraversare la carreggiata solo in senso perpendicolare, con l’attenzione necessaria ad evitare situazioni di pericolo per sé o per altri. Parallelamente, chi conduce un veicolo ha l’obbligo di mantenere sempre un comportamento improntato alla prudenza, con un livello di attenzione adeguato alle condizioni della strada, alla presenza di pedoni e alle situazioni concrete di visibilità e traffico.

La giurisprudenza più consolidata ha chiarito che l’eventuale irregolarità commessa dal pedone non fa venir meno automaticamente la responsabilità di chi guida. Anche i pedoni investiti mentre attraversavano la strada in modo irregolare possono comunque conservare il diritto al risarcimento, eventualmente ridotto in ragione del concorso di colpa.

Come opera in pratica il concorso di colpa

Il concorso di colpa trova applicazione ogni volta che la responsabilità di un sinistro non può essere attribuita interamente a una sola delle parti coinvolte, ma risulta condivisa, sia pure in misura diversa, tra il conducente e il pedone. È il caso tipico dell’investimento: entrambi i soggetti possono aver contribuito, con la propria condotta, al verificarsi dell’evento.

Nel nostro ordinamento, ai sensi dell’art. 2054 del Codice civile, il conducente è gravato da una presunzione di responsabilità. Questo significa che, in caso di investimento di un pedone, spetta in prima battuta al conducente dimostrare di aver fatto tutto il possibile per evitare il danno. Ai sensi dell’art. 1227, comma 1, del Codice civile, la condotta colposa del pedone può inoltre determinare una riduzione del risarcimento quando abbia concorso a cagionare il danno.

Per stabilire in che misura ciascuna parte abbia contribuito al sinistro, i giudici tengono conto di una serie di elementi concreti:

  • il punto esatto in cui è avvenuto l’attraversamento,
  • l’eventuale distrazione del pedone (ad esempio l’uso dello smartphone),
  • la velocità tenuta dal veicolo,
  • il livello di attenzione del conducente
  • le condizioni ambientali presenti al momento del fatto, come la scarsa illuminazione o il maltempo.

In alcune circostanze estreme, quando viene dimostrato che la condotta del pedone è stata anomala, del tutto imprevedibile e inevitabile, la responsabilità può essere attribuita interamente a suo carico, quando tale condotta abbia avuto efficacia causale esclusiva e sia stata oggettivamente imprevedibile e inevitabile anche per un conducente diligente.

Quando la responsabilità resta comunque del conducente

Anche in presenza di un attraversamento non regolare, esistono circostanze in cui la responsabilità del conducente permane integra, o comunque prevalente. È quanto accade, ad esempio, quando il veicolo procedeva a una velocità non adeguata al contesto, magari in una zona residenziale o vicino a una scuola, oppure quando il conducente risultava distratto, o per condizioni psicofisiche alterate.

Vale lo stesso principio quando il conducente non ha rispettato specifici obblighi di attenzione verso i pedoni, ad esempio non concedendo la precedenza ai pedoni che transitano sugli attraversamenti pedonali o si trovano nelle loro immediate prossimità, oppure al pedone che abbia già iniziato l’attraversamento sulle strade sprovviste di attraversamenti, come previsto dall’art. 191 del Codice della Strada. In tutte queste ipotesi, il comportamento scorretto del pedone deve essere valutato insieme alla condotta del conducente, e la responsabilità di quest’ultimo può restare significativa o anche totale.

L’incidenza del concorso di colpa sull’importo del risarcimento

Quando viene accertato un concorso di colpa, il risarcimento complessivo spettante al pedone viene calcolato secondo i criteri ordinari previsti per gli incidenti stradali, per poi essere ridotto in proporzione alla percentuale di responsabilità che gli viene attribuita. Se, ad esempio, il pedone investito viene ritenuto responsabile per una quota pari al 30% dell’accaduto, riceverà il 70% dell’importo che gli sarebbe spettato in assenza di qualsiasi sua colpa.

Questa riduzione percentuale si applica generalmente a tutte le componenti del danno risarcibile, comprese quelle relative alla salute e alla sofferenza patita. Anche le spese sanitarie rientrano tra le voci di danno risarcibili e, salvo particolari eccezioni, sono soggette alla medesima riduzione proporzionale derivante dall’eventuale concorso di colpa.

Cosa fare subito dopo essere stati investiti

Le prime ore successive a un investimento sono determinanti per la tutela dei propri diritti, anche quando l’attraversamento non è avvenuto sulle strisce pedonali. È fondamentale prestare attenzione alla raccolta di ogni elemento utile a ricostruire la dinamica dell’accaduto: individuare eventuali testimoni presenti e conservarne i contatti, fotografare con cura il luogo dell’investimento, i danni riportati dal veicolo e le condizioni della sede stradale, e fornire alle forze dell’ordine intervenute ogni elemento utile alla ricostruzione del sinistro.

Altrettanto importante è non trascurare l’aspetto sanitario: è sempre opportuno sottoporsi a una visita medica, anche quando le lesioni appaiono di lieve entità, e conservare con cura ogni referto, verbale di pronto soccorso e prescrizione ricevuta. Questa documentazione costituisce la base indispensabile per una corretta quantificazione del danno subito, incluso l’eventuale mancato guadagno per chi, a causa delle lesioni, non ha potuto svolgere la propria attività lavorativa.

I casi che coinvolgono pedoni investiti fuori dalle strisce richiedono una valutazione tecnica e giuridica particolarmente accurata, capace di ricostruire con precisione la dinamica dell’evento e di individuare correttamente la percentuale di responsabilità di ciascuna delle parti coinvolte.

Scisap assiste le vittime fin dai primi momenti successivi all’incidente, occupandosi della raccolta della documentazione necessaria, della verifica della congruità delle offerte ricevute dalla compagnia e della trattativa con la controparte, con l’obiettivo di ottenere un risarcimento realmente proporzionato al danno subito. Contattaci per una consulenza.

Torna in alto
WhatsApp